Gazzetta del Sud del 24-05-2011

Trasferimento uffici, è polemica Secondo Mancuso atto necessario per contenere i troppi costi mensili

Pietro Danieli

BORGIA Monta la polemica sul trasferimento, da Catanzaro a Girifalco, di alcuni uffici dell'Asp i cui dipendenti sono stati spostati, in queste ultime settimane, per motivazioni che sembrerebbero legate ad una maggiore razionalizzazione dei servizi e, soprattutto, per risparmiare somme considerevoli di affitti che, a Girifalco - essendo gli edifici di proprietà della stessa Asp - non verrebbero pagati. Belle intenzioni che, tuttavia, non hanno convito - né convincono - uno dei rappresentanti sindacali delle Rsu aziendali che ha scatenato una vera e propria battaglia mediatica chiedendo risposte ad alcune domande: «Chi si deve favorire e chi sono i premiati per i trasferimenti selvaggi di alcuni Uffici che l'Asp di Catanzaro sta effettuando in questi giorni ?» si chiede infatti Michele Cristofaro, dipendente Asp, girifalcese e, appunto, rappresentante sindacale. «I trasferimenti di questi giorni - scrive infatti Cristofaro in una nota - non erano voci di corridoio, così come qualcuno aveva sostenuto, ma facevano parte evidentemente di un disegno organizzativo del tutto discutibile che il commissario straordinario sta mettendo in atto senza tener conto minimamente della posizione sindacale, che è indubbiamente di mediazione, tra la necessità di eliminare eventuali canoni di fitto e la effettiva rispondenza alle esigenze dei cittadini e dei dipendenti». Un'accusa precisa tra le righe della quale si nota quella di comportamento antisindacale costato la testa a più di un dirigente anche in tempi recenti, e che non mancherà di allarmare il commissario straordinario dell'Asp, Gerardo Mancuso. Commissario che tutti conoscono come attento osservatore delle dinamiche interne all'azienda e che - si dice - arriverà in questi giorni a Girifalco proprio per valutare la situazione di persona. Anche perché Cristofaro, come rappresentante sindacale, le proprie critiche non le manda certamente a dire per interposta persona e, in maniera che si capisca bene, scrive: «Trasferire alcuni settori di via Cortese e di via Daniele a Girifalco vuol dire tornare a dieci anni fa allorquando, proprio per concentrare gli uffici strategici a Catanzaro, sede dell'Asp fino a prova contraria, tali settori erano stati interessati da una decisione inversa». Una contraddizione per Cristofaro, in cui la dirigenza dell'Asp direbbe una cosa ben diversa per giustificare le proprie azioni di oggi: «Dieci anni fa - si legge infatti nella nota sindacale - i dipendenti erano stati trasferiti a Catanzaro, motivando tale provvedimento con la necessità di concentrare gli uffici su Catanzaro per renderne più agevole la fruizione. Oggi si torna a Girifalco, decentrando settori di primaria importanza e creando serie difficoltà a tutti i dipendenti». Dipendenti che, secondo il sindacalista Cristofaro, avrebbero anche ben altri motivi di lamentela che vanno ad aggiungersi ai trasferimenti, e sono lamentele serie in quanto legate all'erogazione dello stipendio, che non verrebbe inviato in tempo per consentire il pagamento nel canonico giorno del 27 di ogni mese. Una cattiva abitudine che Cristofaro spera che non si ripeta: «Spero - dice infatti - che questo mese lo stipendio verrà erogato il 27 così come avviene in tutte le altre realtà sanitarie della regione. Il pagamento puntuale contribuisce certamente a rasserenare gli animi dei dipendenti e delle relative famiglie». La battaglia di Cristofaro continuerà - si ritiene - all'Asp nei prossimi giorni anche se qui più d'uno è pronto a scommettere che difficilmente, davanti a giustificazioni legate al risparmio ed alla diminuzione dei costi degli affitti, l'Azienda ospedaliera farà passi indietro.

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