Rughe

Le rughe

III Vico Garibaldi

Corso Giuseppe Garibaldi parte dall’incrocio con Via Milano e Via Migliaccio, cioè dal semaforo, e termina al vecchio O.P.P.. Lungo questo corso si trovano tantissime piccole traverse dette “vichi” e se ne contano nove. Uno dei più caratteristici è il terzo vico. Dal popolo è conosciuto sotto tante denominazioni: “Via do Siaggiu”, “a vinedda do notaru”, “Via dei Musicisti”. Nel passato, per vari motivi, ebbe notevole importanza: per esso si accedeva alla Casa Comunale (Municipio) nonostante avesse il prospetto principale sulla “Piazza”.

La "Conella"

La Conella è delimitata da Corso Migliaccio, Via Dante Alighieri e Via Boccaccio. Si chiama Conella perché in origine all’imbocco c’era un’icona raffigurante una Madonna. Anticamente era un uliveto di proprietà Blandini-De Stefani. Si racconta che dove oggi c’è Via Verga, tanti anni fa, sorgevano quattro baracche di legno di castagno, fatte costruire dal proprietario, don Guglielmo De Stefani.

Colaierni

Con questo nome viene indicata una vasta zona compresa fra le Case di Como, il Campo Sportivo, il lato sinistro della strada che porta a Covello e la Chiesa dell’Addolorata. Comunemente questa zona viene indicata con il nome “Colaierni” ma in alcuni documenti si trova il termine “Colaierani”. Di piccola parte della zona, prospiciente le “Case di Como”, è proprietario l’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) in virtù di cessione gratuita da parte del Comune, con deliberazione del Podestà del tempo, dott. Gregorio Tolone, adottata il 24 gennaio 1928.

Zona Castagnarella

 

I Capandi

Nel 1783 il nostro paese come tanti paesi della Calabria fu colpito da un violento terremoto. I Girifalcesi, spaventati, si misero in salvo e si rifugiarono in aperta campagna e si costruirono delle abitazioni di legno, delle baracche o capanne (capandi). Da quel tempo la contrada assunse questo nome, “I Capandi”. Ora, dato che la zona è periferica e lontana dal centro abitato e, quindi, non vi è pregiudizio per l’igiene pubblica, molti vi hanno costruito piccoli sgabbuzzini (catuaji) per l’allevamento di animali domestici: maiali, polli, conigli, tacchini, ecc.

Arriedi Maria Scaza (dietro Maria Scalzo)

Prima che Via Bandiera sbocchi su “Taduasi”, vi è un larghetto che dal popolo è conosciuto con questa denominazione: vi era il negozio di generi alimentari della signora Maria Scalzo. A due mesi dalla nascita rimase orfana della mamma. Dormiva sotto il soffitto, sopra un mucchio di paglia e per coperta il cappotto del padre. D’inverno, la grandine le cadeva addosso. Le sue prime posate furono di canna. Divenuta grandicella, dovette lavorare da manovale e trasportava cesti pieni di pietra sulla testa. Si sposò con un emigrato rientrato dall’America, nel 1926.

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